Mappature biochimiche ed estrazione
Si è concluso il progetto NOrCA (Not Ordinary Cannabis), un’iniziativa di ricerca d’eccellenza che ha visto collaborare alcuni dei più prestigiosi poli accademici italiani: l’Università del Piemonte Orientale (Dipartimento di Scienze del Farmaco), insieme alle Università di Ferrara, Pavia e Modena-Reggio Emilia.
Assocanapa ha creduto in questo progetto fin dal 2022, rispondendo con entusiasmo alla richiesta di sostegno della Dott.ssa Federica Pollastro, stimata ricercatrice e docente universitaria, esperta a livello internazionale di fitochimica e farmacognosia e attualmente in ruolo presso il Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’UPO di Novara.
La nostra convinzione rimane ferma: la ricerca scientifica è il motore indispensabile per l’evoluzione e la piena legittimazione della canapa industriale.
Oltre il Fiore: Radici, Canapulo e Foglie
Il cuore della ricerca NOrCA è stato l’approfondimento di parti della pianta spesso considerate “scarti” o sottoprodotti, ma che nascondono proprietà straordinarie:
- Radici: Analizzate per il loro profilo fitochimico unico (triterpeni e steroli) e le potenziali applicazioni antinfiammatorie.
- Canapulo: Studiato per la valorizzazione in ottica di economia circolare.
- Foglie: Indagate per il loro contenuto di metaboliti secondari non psicotropi.
Assocanapa ha dato un contributo piccolo ma riteniamo essenziale al progetto fornendo il
canapulo e, attraverso la partnership con l’azienda Dimensione Canapa, ha potuto garantire la fornitura degli altri materiali vegetali necessari per la ricerca.
I Risultati: Una Nuova Frontiera per la Canapa Industriale
Dalle relazioni pubblicate dalla Dott.ssa Pollastro e dai team coinvolti, emergono elementi di grande rilievo per il settore:
- Caratterizzazione Chimica: È stata definita una “mappa” precisa dei componenti bioattivi presenti nelle parti meno nobili della pianta.
- Sostenibilità: Il progetto ha dimostrato come l’intera biomassa della canapa possa essere trasformata in risorse ad alto valore aggiunto per i settori farmaceutico e cosmetico.
- Innovazione Estrattiva: Sono state affinate tecniche per ottenere estratti purificati e standardizzati, pronti per il mercato industriale.
Partecipa all’Evento Conclusivo
Siamo lieti di partecipare al meeting finale fissato per Venerdì 3 aprile alle ore 11, e di estendere l’invito a soci, agricoltori, operatori e appassionati della canapa industriale: un occasione unica per ascoltare direttamente dalla voce dei ricercatori gli esiti dettagliati degli studi. Link di partecipazione: https://meet.google.com/zfv-chxd-adf

Assocanapa continuerà a sostenere la scienza:
solo attraverso la conoscenza profonda della pianta possiamo costruire una filiera solida, innovativa e pienamente sostenibile.
Pubblicheremo in futuro un sunto della ricerca e le sue implicazioni
Pubblicazione: Marani, M., Camola, A., Fantino, C., Brighenti, V., Tacchini, M., Foletti, M. E., … & Pellati, F. (2026). Exploring the chemical space around Cannabis sativa L. leaves as a source of bioactive compounds of pharmaceutical interest. Scientific Reports.







Assocanapa ribadisce la sua ferma contrarietà all’emendamento al Ddl Sicurezza che vieta la produzione, la trasformazione e la commercializzazione della cannabis light. La posizione dell’associazione non è cambiata dal 2017: è necessario un quadro normativo chiaro per il settore della canapa light, ma la chiusura totale proposta dall’emendamento è sola un pesante e inutile danno per tutto il comparto della canapa industriale.
Dopo tre anni di vicissitudini così surreali da meritarsi d’esser oggetto di un libro, finalmente le varietà storiche italiane sono tornate nel Monferrato, in Piemonte, nelle stesse terre in cui sono state coltivate fino al 2020.
La scorsa settimana è terminata la trebbiatura con la raccolta di Eletta Campana, che delle tre varietà è la più tardiva. Gli agricoltori hanno sperimentato in un primo tempo una trebbia con barra modificata per la canapa da una azienda meccanica dell’alessandrino ma purtroppo dopo cinque giorni ci si è dovuti arrendere all’evidenza che le canape giganti sono troppo ostiche da lavorare e che se si voleva terminare la raccolta senza gravi danni era necessario subito ricorrere alla mietitrebbia tedesca che fino ad oggi è stata l’unica in grado di raccogliere i semi delle canape nostrane. Per cui con un cambio macchina rapido quasi quanto un pit stop della Ferrari si è ripresa la trebbiatura e si è portata a termine la raccolta prima che il tempo si deteriorasse.